Uniti per la Libertà: i ragazzi della Brigata Maiella

Uniti per la Libertà: i ragazzi della Brigata Maiella

Le storie e il sacrificio dei giovani patrioti della Maiella

«Io non volevo cambiare il mondo, volevo solo vivere in pace». Con queste parole il vicecomandante Domenico Troilo riassume il senso della grande missione che vide lui e i suoi volontari della Maiella fronteggiare l’esercito nazista dal dicembre del 1943 all’aprile del 1945; un lungo viaggio che li vede partire dall’Abruzzo per arrivare fino al Veneto. Un gruppo di ragazzi coraggiosi, stanchi di subire una crudele oppressione, uniti e decisi a sacrificare se stessi in nome di un valore fondamentale come la libertà: nasce così la gloriosa Brigata Maiella.

La chiesa di San Tommaso venne originariamente dedicata a Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury assassinato nel 1170.

Il suo assassinio ebbe molta eco nella Chiesa, tanto che nei decenni successivi furono molte le chiese a lui dedicate.

Una storia nella storia che ha inizio in Abruzzo, nei borghi dell’Aventino, lungo la linea Gustav che divideva la regione e dove la guerra e la sua inevitabile brutalità colpì con più forza.

Luoghi che furono scenario delle storie e delle trepidazioni che donne e uomini affrontarono nei mesi in cui il conflitto arrivò in casa e dove si fermò per otto lunghissimi e drammatici mesi.

Gessopalena conserva ancora le rovine dell’odio, resti che riportano indietro nel tempo, quando tra il 4 e 5 dicembre del 1943 l’intero borgo venne fatto saltare in aria. Il destino del paese del gesso non fu diverso da quello di molti altri borghi che il tour andrà a toccare come Torricella Peligna, Palena, Taranta Peligna e Lama dei Peligni.

Attraversando questi luoghi sembra quasi di rivivere gesta di giovani combattenti, come il comandante Ettore Troilo, fondatore del gruppo dei patrioti, e di Vittorio Travaglini che oltre ad essere l’anima della banda partigiana si impegnò a lungo per la ricostruzione dei luoghi e della memoria.

Il Sacrario della Brigata Maiella sarà l’epilogo appropriato a commemorare vite umane cadute per amore della libertà. Dinanzi ad esso, con lo sguardo rivolto su uno dei più meravigliosi scenari paesaggistici d’Abruzzo, contornato dai monti Pizzi, la Maiella ed il mare Adriatico, avremo modo di ascoltare nel silenzio e nelle emozioni dei racconti le voci della storia di chi combatté per ridare dignità ad un paese ed ad un popolo che nella guerra aveva perso tutto.

Presto torneremo a camminare anche su questi itinerari della memoria.

 

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